L'atelier
Se il cabinet deve stare fermo,
perché continuiamo a farlo di legno?
Il legno è perfetto per un mobile. A un cabinet acustico, però, chiediamo un'altra cosa: che stia fermo.
Il legno si taglia, si incolla e si rifinisce con facilità: per un mobile è ideale. A un cabinet acustico chiediamo però una cosa diversa — che stia fermo. Sotto la spinta di un altoparlante il legno lavora un poco: si flette e restituisce energia in ritardo, aggiungendo alla musica un colore suo. La pietra, per massa e rigidità, resta ferma molto più a lungo.
La pietra sta ferma. È il materiale con cui si costruiscono le cose che devono durare più di chi le costruisce. L'unico problema è che è difficile: pesante da movimentare, impossibile da correggere, e ogni errore costa una lastra intera.
Per questo un diffusore in pietra vera — non un mobile di legno con una placca di marmo incollata sopra — non lo fa quasi nessuno. Non perché non funzioni: perché è scomodo.
La nascita del progetto
Due mondi che non si parlavano.
ACUSTICA nasce da una passione e da un'ostinazione. La passione è per il suono: Ilios Cipriani, che ha immaginato ACUSTICA, disegna e costruisce casse acustiche da sempre, per il piacere di farle — da lì nascono il progetto, la forma e la scelta dei materiali.
L'ostinazione è contro un'epoca. L'alta fedeltà, quella vera, l'abbiamo dimenticata: una volta in casa c'erano la lavatrice, la televisione e lo stereo; oggi restano boom box, telefoni e cuffiette. Da qui l'idea di un oggetto che riportasse il suono in salotto senza nascondersi — un complemento d'arredo che fosse insieme cassa e luce.
Prima è stato legno: mockup fatti in laboratorio, e un piccolo CNC comprato apposta per avvicinarsi alla forma giusta. La Vox Lucis di oggi è la quarta versione — le prime tre hanno insegnato la quarta.
Poi la pietra ha smesso di essere un'idea, quando è entrato Stefano Ghirardi: marmista da sempre, visionario, innamorato della musica. Non ha solo accolto il progetto, l'ha fatto suo. Nella sua visione il marmo non doveva rivestire, doveva vibrare: la pietra naturale che trova una voce, e la musica che diventa una materia in più.
L'alta fedeltà e il marmo — due mondi che di solito non si parlano — si sono incontrati qui. ACUSTICA nasce da questo incontro, e dal desiderio di un oggetto che sta in una casa come un'opera.
Chi lavora la pietra
La pietra a chi lavora la pietra.
Un diffusore in marmo non lo può fare chi costruisce diffusori: lo deve fare chi lavora il marmo. Il progetto acustico è nostro; la pietra la segue un laboratorio specializzato, dalla scelta del blocco alla rifinitura dell'ultimo spigolo.
È una divisione di competenze, non una fornitura. La sede di ogni trasduttore viene aperta e svasata nello spessore della lastra a mano, un esemplare alla volta: non esiste una macchina a cui delegarlo, perché non esistono due lastre uguali su cui farla lavorare.
Il progetto
Nato fra le lastre. Presentato a Marmomac.
I primi esemplari, in Noir Saint Laurent, sono stati mostrati a Marmomac, la fiera internazionale del marmo di Verona.
Non è un dettaglio biografico: dice a quale mondo appartiene questo oggetto. Non è nato in un laboratorio di elettronica e poi rivestito di pietra. È nato fra le lastre, e il progetto acustico è nato dentro quel mondo.
Il metodo
Come lavoriamo.
Non teniamo magazzino. Ogni coppia parte da una lastra scelta per quel cliente. Non c'è un diffusore pronto da spedire, e non ci sarà mai.
Non facciamo due esemplari uguali. Non per scelta commerciale: la venatura di una lastra non si ripete, e nessuna tecnologia può farla ripetere.
Non promettiamo che riceverai quello che hai visto sullo schermo. Il configuratore serve a scegliere il carattere di una pietra, non a riprodurne la venatura. Quella la vedi in magazzino, o nelle fotografie della lastra vera prima che venga tagliata.
Non vendiamo online. Il prezzo è pubblico e non cambia, ma l'ordine passa da una conversazione. Centodieci chili di pietra meritano una telefonata.
Vieni a sentirlo.
È l'unico argomento che non possiamo scrivere su una pagina.