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ACUSTICA

Il terzo elemento

Basis Gravis 200.

Cinquantacinque chili di marmo scuro che stanno fermi. Il subwoofer della gamma: un blocco chiuso, senza un foro a vista, che completa Vox Lucis e Stele Lucis.

Il subwoofer Basis Gravis 200 in marmo scuro, visto di fronte

Perché esiste

Non serve a fare più basso.

Serve a far suonare meglio tutto il resto.

Basis Gravis 200 prende su di sé le frequenze più profonde e lascia Vox Lucis e Stele Lucis libere di fare ciò per cui sono nate.

Il risultato non è semplicemente più basso. È più spazio. Più naturalezza. Più presenza.

La voce si apre, gli strumenti respirano, la scena acquista profondità. Il subwoofer quasi scompare — ed è proprio allora che si sente ciò che ha cambiato.

Sotto gli 80 Hz, il lavoro passa a Basis Gravis. Sopra, tutto diventa più libero.

Non aggiunge qualcosa alla musica. Le toglie un limite.

La proporzione

Una forma che nasce dalla materia.

Basis Gravis 200 non è un mobile che contiene un subwoofer.

È un blocco di pietra naturale trasformato in architettura sonora.

Le proporzioni sono ispirate alla sezione aurea; la pianta quadrata mantiene la stessa presenza da ogni punto di vista. Gli spigoli a 45° fanno continuare la materia oltre l’angolo, nascondendo la giunzione delle lastre.

Nessun bordo interrompe il disegno. Nessun dettaglio denuncia la costruzione.

Da fuori, resta ciò che deve sembrare: un unico blocco di pietra. E lo è per davvero — il Basis Gravis è ricavato dal pieno, scavato da un solo blocco, non assemblato da lastre.

Il nome nasce dalla stessa idea. Nella tradizione classica, la basis è ciò su cui poggia la colonna.

Qui sostiene la gamma.

Vox Lucis. Stele Lucis. Basis Gravis. Tre elementi, un solo sistema.

200millimetri di trasduttore
25hertz utili in ambiente
55chili
1esemplare, non due
Il retro del Basis Gravis 200: la piastra dell’amplificatore in acciaio inox spazzolato incassata nel marmo
La piastra dell'amplificatore, incassata nel marmo.

Il retro

Una piastra. Le regolazioni che servono.

L’amplificazione sta dentro il blocco: 200 W su 4 Ω, su una piastra in acciaio inox spazzolato annegata nel marmo. Taglio, fase, livello si regolano una volta sola, il giorno dell’installazione, e non si toccano più.

L'ingresso è di linea, in RCA: il Basis Gravis ha la sua amplificazione dedicata a bordo, con i controlli di livello e di taglio. Lo accordi con precisione alla stanza, senza gravare sull'amplificatore dei diffusori.

Con una coppia di Stele Lucis il taglio consigliato sta fra 80 e 90 Hz.

Dove si mette

Dove serve al suono.

Sotto gli 80 Hz l’orecchio quasi non localizza la sorgente. È la ragione per cui ne basta uno, ed è la ragione per cui può stare dove serve al suono e non dove servirebbe alla simmetria.

La posizione giusta non si trova col metro: si trova con l’orecchio, e si trova in mezz’ora. Abbiamo scritto come si fa.

Emissione a pavimento

Il cono guarda in giù.

Il trasduttore è rivolto verso il pavimento, e i quarantacinque millimetri sotto il fondo non sono una proporzione: sono una quota. La luce fra il fondo e il pavimento deve lasciar passare almeno tanta aria quanta ne muove il cono. Più bassi, il blocco si strozza da solo.

Il resto viene di conseguenza: il pavimento entra a far parte del diffusore, e cinquantacinque chili di marmo non si spostano di un millimetro mentre succede.

La scheda

I numeri.

Ogni numero nasce da una decisione, non da un catalogo.

La cassa è chiusa perché la stanza fa il resto.

Carico
cassa chiusa
Trasduttore
200 mmemissione a pavimento
Estensione (−3 dB)
47 Hzin camera anecoica
In ambiente
utile fino a circa 25 Hzsecondo stanza e posizione
Potenza
200 Wsu 4 Ω
Taglio
40 – 200 Hzregolabile
Ingresso
di lineaRCA · segnale di linea
Taglio consigliato
80 – 90 Hzcon una coppia di Stele Lucis
Cassa
marmo scurolevigato
Piastra dell’amplificatore
acciaio inoxspazzolato
Piedi
marmo e punta regolabile45 mm di luce
Proporzioni
sezione aureafaccia 456 × 282 = φ · pianta quadrata
Larghezza · profondità
456 · 456 mm
Altezza
282 mmpiù 45 mm di piedi
Massa
55 kg

Fa parte della gamma

Il terzo elemento. Non un accessorio.

Nell’architettura classica la basis è l’elemento su cui poggia la stele. Questo non è un componente aggiunto dopo: è la parte della gamma che si prende l’ottava che le altre due lasciano andare.