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Guida

Dove si mettono i diffusori.

La stanza è metà del suono. Si può spendere una fortuna in diffusori e buttarla via mettendoli male — e spesso lo si scopre solo dopo l'acquisto.

Questa pagina vale per qualunque diffusore, non solo per i nostri. Se ti serve, usala.

Le quattro regole

Prima ancora di ascoltare.

Il triangolo

Tu e i due diffusori formate un triangolo. Il lato più efficace è quello equilatero: la distanza fra i due diffusori uguale alla distanza fra ciascuno e la tua testa. Più li allarghi, più la scena si apre ma si svuota in mezzo; più li stringi, più si compatta ma perde larghezza.

Regola pratica: parti dall'equilatero, poi allarga di dieci centimetri alla volta finché la voce al centro non comincia a sfilacciarsi. Torna indietro di uno scatto.

La parete dietro

Una parete vicina rinforza il grave, ma a una frequenza precisa crea anche un buco: l'onda riflessa torna in ritardo e si sottrae a quella diretta. Più il diffusore è vicino al muro, più il buco sale di frequenza e più si sente.

Regola pratica: evita le mezze distanze scelte a caso. Da quaranta centimetri in su si comincia a stare bene, da ottanta molto meglio. Se puoi darne solo venti, è meglio attaccarlo del tutto al muro che lasciarlo a metà.

La simmetria

Le due pareti laterali devono somigliarsi. Un diffusore a trenta centimetri dal muro e l'altro in mezzo alla stanza suonano due strumenti diversi, e l'orecchio se ne accorge prima ancora di capire perché: la scena si sposta verso il lato più chiuso.

Regola pratica: la distanza dal muro laterale dev'essere la stessa per i due, entro una decina di centimetri. Se la stanza non lo permette, meglio ruotare tutto l'impianto di novanta gradi.

L'altezza

L'asse del tweeter — o del trasduttore, se ce n'è uno solo — deve arrivare all'orecchio di chi è seduto. Non a quello di chi è in piedi. Su un divano con la seduta a quaranta centimetri, l'orecchio sta fra 1,10 e 1,18 metri da terra.

Regola pratica: se il diffusore è troppo basso, si inclina all'indietro di due o tre gradi. Se è su un mobile, il mobile fa parte del problema — e spesso è la prima cosa da cambiare.

Il subwoofer Basis Gravis 200 in marmo scuro, appoggiato a terra
Un solo esemplare basta: sotto gli 80 Hz l'orecchio quasi non lo localizza.

Il subwoofer

Si cerca camminando.

Il metodo si chiama subwoofer crawl, e sembra ridicolo finché non lo si prova. Funziona perché sotto gli ottanta hertz l'orecchio quasi non localizza la sorgente: quello che conta non è dove sta il sub, ma come la stanza risponde in quel punto.

  1. Metti il subwoofer nella tua posizione d'ascolto, sul divano, alla stessa altezza in cui staresti tu.
  2. Fai suonare qualcosa con un basso continuo e riconoscibile. Non un brano di prova: una canzone che conosci.
  3. Cammina lentamente lungo il perimetro della stanza, con l'orecchio all'altezza in cui il subwoofer starebbe davvero — quindi accovacciato, ed è la parte ridicola.
  4. Ascolta dove il basso è più pieno e più regolare. Non dove è più forte: dove è più uniforme, senza note che scompaiono e altre che rimbombano.
  5. Lì va il subwoofer. Poi si regolano livello e fase cercando l'integrazione più uniforme con i diffusori principali.

Se il punto migliore è dove sta la libreria, si sceglie il secondo migliore. Ma vale la pena sapere qual era il primo.

Quello che non si fa

Cinque errori che costano più di un cambio di diffusori.

  • Metterli negli angoli. L'angolo rinforza tutto il grave insieme, senza scegliere: il risultato è gonfio e lento.
  • Incassarli in una nicchia o in una libreria. La nicchia ha una sua voce, e la mette sopra alla musica.
  • Appoggiarli su un mobile che vibra. Il mobile diventa un secondo diffusore, che suona quello che vuole lui.
  • Metterli a distanze diverse dal muro laterale. È l'errore più comune e il più facile da correggere.
  • Puntarli dritti davanti quando si sta seduti fuori asse. Una leggera convergenza verso l'ascoltatore recupera più di quanto costi.

Perché lo scriviamo

Un diffusore messo male non è colpa del diffusore.

Preferiamo che tu senta bene quello che hai, anche se non è nostro. Aiutarti a far suonare meglio la stanza viene prima del marchio sul diffusore.